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La Plage du Pouldu si estende lungo la costa del Finistère, in Bretagna nord-occidentale, a pochi chilometri a sud di Guidel e a circa 15 km da Lorient. Questa porzione del litorale del Morbihan appartiene alla Cornovaglia bretone, regione di scogliere granitiche e insenature rocciose dove l'Atlantico modella un paesaggio di calette incastonate. La riva, battuta dalle maree dell'Atlantico del Nord, espone qui un'alternanza di piccole spiagge e punte rocciose tipica di questa costa accidentata. La spiaggia stessa si inserisce in una serie di piccoli specchi d'acqua balneari. A soli 300 metri si trova la Plage de Trescadec, mentre Aod Treskadeg e la Plage de Sainte-Évette non si allontanano che di 400 metri. Questa vicinanza rivela la frammentazione del litorale di Pouldu: ogni spiaggia occupa una micro-baia protetta da affioramenti rocciosi, creando altrettanti piccoli rifugi separati. Il sito offre questo carattere intimo delle coste bretoni dove i vacanzieri si distribuiscono naturalmente tra diversi accessi piuttosto che concentrarsi su un'unica distesa. L'atmosfera rimane quella di una spiaggia di quartiere, senza infrastrutture turistiche invasive. Nessuna supervisione ufficiale è assicurata, e l'accesso rimane libero. Il sito non dispone del marchio Bandiera Blu. L'assenza di attrezzature specifiche (nessun parcheggio segnalato, nessun servizio igienico documentato) conferisce a questo settore un aspetto decisamente selvaggio, tipico delle piccole spiagge costiere bretoni dove l'accesso avviene spesso a piedi dai sentieri costieri o dai piccoli parcheggi diffusi dei borghi circostanti.
Il Pouldu, il cui nome bretone significa « buco nero » o « fondo scuro », rimanda alla geologia locale: le acque profonde e le formazioni rocciose scure che caratterizzano questa porzione di litorale. Il sito è rimasto a lungo una zona di pesca artigianale prima di diventare, nel XX secolo, un punto di riferimento per pittori e scrittori bretoni in cerca di paesaggi autentici. Paul Gauguin e i suoi compagni del gruppo di Pont-Aven frequentarono queste rive negli anni '90 del XIX secolo, attirando una bohème artistica che vedeva in queste calette rocciose l'essenza stessa della Bretagna primitiva. Ancora oggi, il Pouldu incarna questa tensione tra patrimonio marittimo operaio ed eredità culturale, le sue spiagge rimanendo spazi dove la vita locale prevale sul turismo di massa.
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