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Cala del Ave María si inserisce nel litorale accidentato del sud-est andaluso, vicino ad Almería, dove la Sierra de Gata si tuffa direttamente nel Mediterraneo. Questa porzione di costa, caratterizzata da scogliere calcaree e calette incassate, segna la transizione tra le spiagge più accessibili della regione e i settori rocciosi che si intensificano verso est. L'acqua, di una trasparenza notevole, rivela i fondali rocciosi tipici di questa zona dove l'upwelling mediterraneo mantiene temperature relativamente fresche anche in estate. La caletta si distingue per il suo carattere selvaggio e minerale, in netto contrasto con Playa de los Genoveses (0,6 km) che beneficia di una migliore accessibilità e di una frequentazione più sostenuta, nonché con Playa de La Calilla (1,1 km), più riparata e sabbiosa. L'arrivo a Cala del Ave María impone una ripida discesa dalla strada costiera; il sito rimane poco attrezzato, preservando un'atmosfera di relativa solitudine. Le rocce che bordano la caletta offrono punti di immersione in apnea accessibili, mentre la balneazione richiede una certa agiatezza acquatica a causa delle correnti locali e dell'assenza di una spiaggia ampia. Nessuna infrastruttura maggiore incornicia il sito: né parcheggio dedicato, né sorveglianza, né accesso per le persone a mobilità ridotta. Lo status di Pavillon Bleu non si applica. L'accesso avviene esclusivamente tramite sentieri costieri o dalle calette adiacenti, il che ne limita naturalmente la frequentazione ai visitatori avveduti e agli escursionisti costieri.
Il nome « Ave María » evoca la tradizione cristiana dei marinai spagnoli che hanno a lungo dominato questa costa. Fino al XVI secolo, queste calette servivano da rifugi alle galee e alle navi mercantili che sfuggivano agli attacchi barbareschi provenienti dal Maghreb. La geologia locale, composta da calcari dolomitici e scisti, ha modellato queste piccole baie in anfiteatri naturali. Ancora oggi, i pescatori locali conoscono ogni angolo di questi fondali rocciosi, dove le specie mediterranee prosperano al riparo dai pescherecci d'altura.
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